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Correzione Sorriso gengivale (Gummy Smile)

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Descrizione trattamento

Il sorriso gengivale, o gummy smile, è causato principalmente da un eccessivo sollevamento del labbro superiore dovuto all’iperattività di determinati muscoli del viso che svolgono tale funzione. Da tutto ciò ne deriva un’esagerata esposizione delle gengive che può essere accentuata ulteriormente in caso di labbra sottili.

Il miglioramento o l’eliminazione del sorriso gengivale può avvenire attraverso una correzione chirurgica o mediante l’utilizzo di tossina botulinica.

La correzione chirurgica avviene effettuando un accesso dalla base del naso e scollando, attraverso essa tutta la mucosa gengivale dei denti centrali superiori sino ad arrivare in prossimità di essi. Oltre a tale tecnica possono essere incise alcune fibre dei muscoli che causano l’eccessiva contrazione. In questo modo sollevando il labbro superiore, non verrà più esercitata su di esso una esagerata trazione verso l’alto che comportava l’esposizione della gengiva sottostante.

 

Durata Intervento 20 minuti

Ospedalizzazione Non prevista

Anestesia Non prevista

Recupero Immediato

Alcune domande frequenti

Come posso correggere il sorriso gengivale senza ricorrere alla chirurgia?

La tossina botulinica iniettata in determinati punti della radice del naso, comporta un rilassamento dei muscoli che causano il sorriso gengivale. In tale modo anche contraendo verso l’alto energicamente il labbro superiore, sarà impossibile scoprire in maniera eccessiva la gengiva. Mentre con l’intervento chirurgico il risultato sarà definitivo, con la tossina botulinica durerà qualche mese. Dopo tale periodo il trattamento andrebbe ripetuto.

Quanto durano gli effetti del trattamento del sorriso gengivale?

Gli effetti del trattamento durano circa quattro/sei mesi dopo di che, tutto torna come prima. Se il risultato è piaciuto sarà possibile ripeterlo. Questa tecnica funziona molto bene anche per alzare la punta del naso quando è un po’ troppo “cadente” se si agisce su un muscolo prossimo all’orbicolare che si chiama “depressore del setto”. Spesso le due azioni terapeutiche sono associabili con risultati sorprendentemente estetici.

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