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5 cose da sapere sulla rimozione dei tatuaggi

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Il tatuaggio è una pratica molto diffusa fin da tempi molto antichi.
Che fosse per motivi di appartenenza tribale o per motivi legati a cerimoniali religiosi, incidersi la pelle in maniera indelebile e “definitiva” ha sempre esercitato una certa attrattiva nell’immaginario collettivo.
Come spesso accade è stata la moda a rielaborare concetti legati al sacro e alla tradizione per trasformarli in elementi di cultura pop.

Oggi ci si tatua praticamente di tutto e certo, anche se ci sembrava un’idea brillantissima tatuarci quelle iniziali, quel nome o quel simbolo, il tempo ci ha smentiti e oggi vorremmo soltanto averci pensato un po’ più a lungo prima di sottoporci all’ago del tatuatore.

Fortunatamente il progresso della tecnologia laser permette attualmente di trattare quasi ogni tipo di tatuaggio e di eliminarlo in maniera definitiva.

Vediamo insieme le 5 cose da sapere sulla rimozione di tatuaggi, per non presentarci impreparati al primo appuntamento con il chirurgo:

1 – Il numero di sedute varia da paziente a paziente

Naturalmente il numero di sedute che saranno necessarie a rimuovere il tatuaggio varieranno in base all’estensione del tatuaggio e alla pelle del paziente. In ogni caso, in media, si effettuano dalle 3 alle 8 sedute, di circa 30 minuti con un intervallo di un mese tra una seduta e l’altra.

2 – La rimozione di tatuaggi non è una passeggiata

La rimozione del tatuaggio non è una pratica completamente indolore poiché può essere accompagnata da calore intenso e lievemente pungente. Per questo, prima del trattamento, la zona interessata viene trattata con un lieve strato di crema anestetica. L’intensità del calore che si percepisce dipende anche dal tipo di laser utilizzato poiché…

3 – Non tutti i laser sono uguali

Il Dottor Domenico Campa utilizza solamente laser Q-Switched che sono i laser consigliati SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica) per questo genere di procedimenti.

Questo tipo di laser disintegra letteralmente i granuli di pigmento, spezzandoli in frammenti più piccoli (diametro variabile da 10 a 100 millesimi di millimetro) che vengono smaltiti nei liquidi corporei o da cellule migranti nel corso dei giorni e delle settimane successive.

4 – Quali saranno i risultati?

Per prevedere in modo realistico quale sarà il risultato occorre considerare la scheda esplicativa dei pigmenti di colore utilizzati dal tatuatore; questa scheda indica la tipologia dei colori usati, la composizione e la provenienza. Altrettanto fondamentale è la valutazione del grado di assorbimento del colore dei tessuti cutanei di ciascun paziente.

5 – Cosa fare dopo il trattamento?

Subito dopo la seduta viene applicata una garza con un unguento nella zona interessata, che rimarrà comunque arrossata per qualche tempo.

In alcuni casi si possono formare delle piccole crosticine che cadranno da sole in pochi giorni. Il periodo di convalescenza dipende dall’estensione del tatuaggio e dalla capacità individuale di guarigione.

Nelle persone particolarmente sensibili il rossore può durare anche qualche settimana, mentre coloro che hanno una carnagione più scura possono notare un leggero “scolorimento” della pelle tatuata, che migliorerà nel tempo.

Se si prende sole è necessario utilizzare una crema ad altissima protezione solare.

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