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Chirurgia plastica e adolescenti: un binomio possibile?

chirurgia plastica e adolescenti

“La chirurgia plastica riguarda principalmente adulti e anziani tra i 30 e i 65 anni”, un assunto, questo, che potrebbe rappresentare efficacemente il target di questa disciplina fino a qualche anno fa.

Un trend recente mostra al contrario un notevole incremento dei pazienti adolescenti o appena maggiorenni.

In quali casi si dovrebbe rispondere “si” ad una richiesta di intervento di chirurgia plastica su un teenager?

1) Trattamenti estetici per adolescenti: nessuno scandalo

Non tutte le pratiche estetiche richieste dai più giovani devono destare scandalo o preoccupazione. Molto spesso si tratta di procedure mini invasive per conferire nuova luce o tono alla pelle o per liberarsi dalle cicatrici dell’acne.

Trattamenti come microdermoabrasione o peeling chimici sono ad esempio molto comuni.

L’ influenza dei social e modelli poco aderenti al reale fanno si che troppo spesso i più giovani richiedano l’utilizzo di filler cutanei per il viso.

In questi casi l’acido ialuronico è sicuramente un’opzione preferibile, anche rispetto al Botox il cui utilizzo sui più giovani è decisamente sconsigliato, nonostante venga nel tempo processato e smaltito dal nostro corpo.

2) Chirurgia plastica e adolescenti: procedere con cautela.

L’intervento chirurgico estetico sui minori di 18 anni è qualcosa di più raro e molto delicato.

Spesso è legato a fattori di salute o di disagio psicologico; una mastoplastica additiva ad esempio può aiutare nei casi in cui i seni della giovane paziente siano fortemente asimmetrici inficiando così l’armonia di tutto il corpo; al contrario, una mastoplastica riduttiva può essere salvifica nei casi in cui si manifestino problemi alla schiena.

La Ginecomastia, la rimozione chirurgica delle ghiandole mammarie nell’uomo, viene spesso praticata su pazienti molto giovani per evitare il disagio psicologico che un seno troppo sviluppato può portare a un ragazzo negli anni dell’adolescenza.

Anche in questo caso, comunque, vanno fatte delle scrupolose valutazioni poiché in molti pazienti questo problema tende a risolversi nel corso dello sviluppo con il dimagrimento e l’aumento dell’altezza.

Gli interventi più comuni tra i giovanissimi restano comunque l’otoplastica e la rinoplastica: interventi che vanno a correggere rispettivamente forma e sporgenza di orecchie e naso. Sono interventi (soprattutto l’otoplastica) che possono essere eseguiti anche nella preadolescenza e garantiscono un eccezionale miglioramento della qualità della vita del paziente, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

 

Essere una guida

Se da un lato moltissimi genitori persistono nella pratica non sempre educativa di “regalare” l’intervento o il trattamento estetico ai ragazzi per un’occasione speciale, dall’altra le richieste dei più giovani si stanno assestando sempre di più su un look naturale e non artificiosamente appariscente.

Il chirurgo che si trovi davanti a una richiesta di intervento da parte di adolescenti o dei genitori del ragazzo deve agire come guida ad una corretta visione della chirurgia plastica ed estetica. Normalmente si richiede un colloquio con il potenziale giovane paziente per certificarne la maturità e la decisione nella scelta, soprattutto se si dovesse trattare di procedure chirurgiche e dunque permanenti.

Non è raro che i ragazzi siano incoraggiati ad avere un po’ di pazienza, poiché sarà il tempo a donare loro, attraverso la maturazione e lo sviluppo, ciò che oggi richiedono al chirurgo.

È fondamentale che i genitori siano coinvolti nel processo di confronto, col fine di evitare incomprensioni e salvaguardare l’integrità fisica ed emotiva del giovane paziente.

 

E allora? Chirurgia plastica e adolescenti è un binomio possibile ma con cautela